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I SENATORI FANTASMA
DELL'OTTAVA COMMISSIONE 

L'invito era per il giorno 30 novembre alle ore 11. In aula, tra gli altri, erano presenti alcuni soggetti non aventi titolo a rappresentare la categoria delle emittenti radiotelevisive come Costantino Federico di Rete Capri e Luca Montrone, portatori solo dei loro personalissimi interessi.

Comunque, fatta la tara degli intrusi ammessi con troppa benevolenza dal presidente Claudio Petruccioli, rimaneva sempre la possibilità di dire ai 27 senatori della Commissione Lavori pubblici e Comunicazioni, tutto il male che pensiamo del disegno di legge 1138, degna prosecuzione della fallimentare legge 249/97 che ha attribuito compiti spropositati ad una Autorità incapace di gestirli, per giunta con sede scelta a Napoli per compiacere il sindaco Bassolino.

Purtroppo, iniziata la seduta, i banchi dei senatori apparivano squallidamente vuoti: quattro presenze appena, compresi il presidente Petruccioli - una delle poche persone serie cui far capo - ed il relatore Carlo Rognoni, noto ideatore della rottamazione delle emittenti.

Chiesta la parola, il rappresentante del Conna si è così rivolto al presidente: "La ringrazio per avere accolto la nostra richiesta di essere sentiti; speravamo di riuscire a turbare la coscienza se non di tutti di buona parte dei 27 senatori che compongono questa Commissione segnalando la prosecuzione attraverso il ddl 1138 delle ingiustizie cui sono vittime le emittenti, ma in queste condizioni, forse, era più utile chiederle un colloquio personale. Mentre le annuncio che seguirà una nuova nostra richiesta di audizione sperando in una sorte migliore, al momento, scusandomi, non mi rimane che lasciare quest'aula". (A pagina 2 il lancio dell'agenzia Ansa).

Una parentesi dolorosa, tuttavia scontata tanta è l'indifferenza, la negligenza dei politici nei confronti di un argomento importante quale è quello del diritto a comunicare, affidato dal 1990 in poi a pochi armeggioni che di scrupoli ne hanno pochi.

Una delusione per il rappresentante del Conna, appena mitigata dall'essersi risparmiato gli interventi dell'ammucchiata" delle associazioni ed in particolare di quelli di Montrone e Federico: l'uno teso a indovinare da vicino quanto percepirà Telenorba del finanziamento degli 81 miliardi stanziati, l'altro a perorare la sua eterna pretesa di ottenere una concessione nazionale e possibilmente mondiale: il buco del Faraglione di Capri come il centro del pianeta.

 


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